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Suonare con un pianoforte d'epoca


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32 replies to this topic

#21 antares86

antares86

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Inviato 17 marzo 2017 - 00:57

No la sordina è un'altra cosa...e non parlavo del feltro della sordina...Ma di un pedale caduto in disuso a metà del 1800 chiamato sordino, Dato c'era pure il doppio sordino.
Qualcuno lo chiama anche pedale moderatore se non erro, sempre lui.
Però la partitura diceva sordino o sordini? Mi sorge il dubbio...
Giunge per me il momento ("nel mezzo del cammin di nostra vita"), di liberarmi della crisalide del virtuoso e di lasciare libero volo al mio pensiero... Lo scopo di cui m'importa innanzi tutto e soprattutto, in quest'ora, è di conquistarmi un teatro per il mio pensiero, come l'ho conquistato in questi ultimi anni per la mia personalità d'artista.

#22 antares86

antares86

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Inviato 17 marzo 2017 - 01:17

Comunque pure su strumenti dell'epoca di Beethoven suonare tutto il primo tempo dell'opera 27 a pedale abbassato è impensabile...Ok il suono decadrà pure prima ma non così tanto eh!!! Se mischi armonie si sente eccome.
Giunge per me il momento ("nel mezzo del cammin di nostra vita"), di liberarmi della crisalide del virtuoso e di lasciare libero volo al mio pensiero... Lo scopo di cui m'importa innanzi tutto e soprattutto, in quest'ora, è di conquistarmi un teatro per il mio pensiero, come l'ho conquistato in questi ultimi anni per la mia personalità d'artista.

#23 LucaCavaliere

LucaCavaliere

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Inviato 17 marzo 2017 - 07:15

magari oggi si potrebbe fare con un... mezzo pedale  :)

 

comunque ne verrebbe fuori un brano di concezione totalmente diversa (che  personalmente non so se preferisco)


«Dal cuore, possa giungere ai cuori»  (Ludwig Van Beethoven)


#24 Musiker

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Inviato 19 marzo 2017 - 16:06

La cosa curiosa è che se il pedale una corda viene principalmente usato per diminuire il volume sonoro (anche se in modo improprio), a parte le turcherie che sono una serie di piatti e tamburi turchi, tutti gli altri pedali compreso anche il pedale di liuto volendo (a differenza del sordino mette uno strato di pergamena) sono tutti effetti e non veniva usato per ridurre/aumentare il volume cosa che in realtà sarebbe fattibile sia con i sordini che con il liuto, immagino Beethoven abbia prescritto di non usare il sordino perché all'epoca era decisamente di moda, come anche le turcherie.

 

non c'è una registrazione dove si sente un pianoforte d'epoca che suona con le turcherie? :D l'altra volta cercavo qualcosa ma non ne ho trovate, sono curioso



#25 antares86

antares86

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Inviato 19 marzo 2017 - 16:12

Mmmh con le turcherie personalmente non ne ho mai sentiti, credo di avere un CD dove si sente il pedale di fagotto, da qualche parte.
Giunge per me il momento ("nel mezzo del cammin di nostra vita"), di liberarmi della crisalide del virtuoso e di lasciare libero volo al mio pensiero... Lo scopo di cui m'importa innanzi tutto e soprattutto, in quest'ora, è di conquistarmi un teatro per il mio pensiero, come l'ho conquistato in questi ultimi anni per la mia personalità d'artista.

#26 danielescarpetti

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Inviato 19 marzo 2017 - 18:50

«Un problema non riconosciuto concerne il pedale nella musica di Beethoven non è come usarlo, ma dove evitare di usarlo. Deve essere certamente vero, come sosteneva Czerny, che, quando suonava, Beethoven usava il pedale molto di più di quanto non lo indicasse nelle sue partiture, ma questo non significa che lo usasse  quanto Chopin o Schumann, o quanto i pianisti di oggi. (…).

(…) per Beethoven come per Haydn, la penalizzazione era ancora un effetto speciale utile soprattutto  per produrre un contrasto. Forse unica eccezione nella sua intera opera è il primo movimento della Sonata “Al chiaro di luna”, un saggio unico di colorismo sonoro: qui Beethoven voleva l’intero brano col pedale, ossia eseguito delicatamente in pianissimo senza mai cambiare pedale, quindi senza mai abbassare i smorzatori sulle corde. Anche sul suo pianoforte questo produceva una sonorità tenuamente indistinta e un’atmosfera sonora magica che di fatto può essere riprodotta sul piano moderno a patto che si cambi, con estrema sottigliezza, il pedale a metà in maniera ritardata.(…)

 

(…) Beethoven scrive in italiano in cima allo spartito “Si deve suonare tutto questo pezzo delicatissimamente e senza sordino”. (…)

È uno dei primi lavori che tiene conto del fatto che la vibrazione per simpatia delle corde del pianoforte, quando il pedale di risonanza è abbassato e gli smorzatori sono sollevati, non è istantanea ma aumenta gradualmente e richiede diverse frazioni di secondo per divenire chiaramente udibile e produrre tutto il suo effetto. La straordinaria  atmosfera di questo movimento è basata su questo sottile ma percorribile ritardo di vibrazioni delle corde libere. Tenendo abbassato il pedale di risonanza di un pianoforte dell’epoca di Beethoven l’attacco di ogni nuova armonia non prende il sopravvento immediatamente, ma con una minima esitazione via via che le corde libere reagiscono al nuovo basso.

Sugli strumenti di oggi non possiamo tenere il pedale incessantemente, come richiesto dall’autore, però se l’esecuzione è sufficientemente delicata, è possibile riprodurre la sonorità vagamente confusa dei vecchi strumenti, cambiando leggermente il pedale in ritardo o usando il mezzo pedale. Siccome ogni pianoforte ha caratteristiche diverse, la penalizzazione andrebbe adattata ai diversi strumenti che si suonano. Con un po’ di sensibilità la cosa riesce meno complicata di quanto si pensi. Se alle battute 32-37 si riesce a mantenere il pianissimo, resistendo alla tentazione di crescere a mano a mano che le armonie si avvicendano, ho scoperto che non c’è nessun bisogno di cambiare il pedale. Suonando l’accompagnamento con la delicatezza richiesta da Beethoven, non è necessario cambiare il pedale, per esempio, neanche nelle misure 53 e 54 tra il do#+ e il fa#-, sebbene qualche aggiustamento andrebbe effettuato alla battuta 55. Il crescendo alla misura 47, pur cominciando in pianissimo, dovrebbe essere abbastanza intenso da permettere al piano di battuta 48 di essere un piano subito.

Il problema del ritmo puntato della melodia del soprano contro le terzine del contralto, ovviamente, non si deve risolvere facendo coincidere il soprano con le terzine: il problema consiste appunto nel differenziare il sedicesimo dagli ottavi in terzina senza però suonarlo così stretto da renderlo banale. La vera difficoltà è mantenere inalterato il ritmo costante del contralto, senza la minima esitazione ( si può accelerare o rallentare per fini espressivi) ma il moto delle terzine non va mai interrotto, neanche per pochissimo, per dare spazio a nuances sentimentali nella linea melodica. La terzina deve essere, come diceva Berlioz, obstinéè, inarrestabile. Il suo snodarsi inflessibile dovrebbe produrre un effetto ipnotico; la difficoltà sta nel renderle inalterabili ma nello stesso tempo discrete.(…)»

 

Estratto da “Le sonate per pianoforte di Beethoven” di Charles Rosen. Casa Editrice Astrolabio)

 

Spero di aver scritto cosa gradita. :) 



#27 antares86

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Inviato 19 marzo 2017 - 19:20

Ecco l'unico libro di Rosen che mi manca :D
Giunge per me il momento ("nel mezzo del cammin di nostra vita"), di liberarmi della crisalide del virtuoso e di lasciare libero volo al mio pensiero... Lo scopo di cui m'importa innanzi tutto e soprattutto, in quest'ora, è di conquistarmi un teatro per il mio pensiero, come l'ho conquistato in questi ultimi anni per la mia personalità d'artista.

#28 danielescarpetti

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Inviato 19 marzo 2017 - 19:32

Ecco l'unico libro di Rosen che mi manca :D

Forse...proprio perché è su Beethoven e le sue sonate :D. O no? :P  



#29 antares86

antares86

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Inviato 19 marzo 2017 - 19:42

Ahahahah no in verità perché quando ho preso gli altri quello era in ristampa..ho pure quello sulla generazione romantica! Che credo tu possa immaginare mi interessi meno di tutti gli altri messi assieme soprattutto sulle forme sonata e lo stile classico, ma anche su quello di Beethoven.
Giunge per me il momento ("nel mezzo del cammin di nostra vita"), di liberarmi della crisalide del virtuoso e di lasciare libero volo al mio pensiero... Lo scopo di cui m'importa innanzi tutto e soprattutto, in quest'ora, è di conquistarmi un teatro per il mio pensiero, come l'ho conquistato in questi ultimi anni per la mia personalità d'artista.

#30 LucaCavaliere

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Inviato 19 marzo 2017 - 21:26

 il moto delle terzine non va mai interrotto, neanche per pochissimo, per dare spazio a nuances sentimentali nella linea melodica. La terzina deve essere, come diceva Berlioz, obstinéè, inarrestabile. Il suo snodarsi inflessibile dovrebbe produrre un effetto ipnotico; la difficoltà sta nel renderle inalterabili ma nello stesso tempo discrete.(…)»

 

interessantissimo.

 

Suonato a questa maniera io l'ho sentito solo da Andras Shiff dal vivo.

Effetto ipnotico, come da lontananze siderali.

Shiff, nel suo libro sulle sonate di Beethoven, per tenersi lontani da voli romantici suggerisce di pensare più a un preludio nello stile di Bach.


«Dal cuore, possa giungere ai cuori»  (Ludwig Van Beethoven)


#31 danielescarpetti

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Inviato 19 marzo 2017 - 21:44

Ahahahah no in verità perché quando ho preso gli altri quello era in ristampa..ho pure quello sulla generazione romantica! Che credo tu possa immaginare mi interessi meno di tutti gli altri messi assieme soprattutto sulle forme sonata e lo stile classico, ma anche su quello di Beethoven.

... e pensare che fino a poco tempo fa volevi diventare un listziano doc! B)  :rolleyes:

 

Come si cambia.... :)



#32 antares86

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Inviato 19 marzo 2017 - 21:45

Sempre in movimento il futuro è! (cit.)
Giunge per me il momento ("nel mezzo del cammin di nostra vita"), di liberarmi della crisalide del virtuoso e di lasciare libero volo al mio pensiero... Lo scopo di cui m'importa innanzi tutto e soprattutto, in quest'ora, è di conquistarmi un teatro per il mio pensiero, come l'ho conquistato in questi ultimi anni per la mia personalità d'artista.

#33 LucaCavaliere

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Inviato 19 marzo 2017 - 23:03

Come si cambia.... :)

 

 

come si cambia . . . .  :)


«Dal cuore, possa giungere ai cuori»  (Ludwig Van Beethoven)





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