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Un giro di Valzer?


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28 replies to this topic

#21 fabio73

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Inviato 19 febbraio 2017 - 22:36

Grazie mille simone per il tempo che ci hai dedicato. Infatti la semicroma cosi corta crea uno stop nel fraseggio ed uno scatto troppo brusco (non cantabile come dicevi tu)  che anche io l'avrei registrato nuovamente..quindi in accordo. Provo magari una nuova versione con una cantabilità più "direzionale" per cosi dire...una frase che parte e si conclude con una direzione ben precisa.

Poi mi dirai. Fammi sapere appena hai tempo anche per il n°9. Per Chopin non sono mai abbastanza i consigli.



#22 Giovanni

Giovanni

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Inviato 20 febbraio 2017 - 13:35

C'è ne fossero di insegnanti di questo calibro,avremmo sicuramente più pianisti qualificati in giro.

Grazie Simo' !



#23 TheSimon

TheSimon

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Inviato 20 febbraio 2017 - 14:47

Calate calate...


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#24 pianoexpert

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Inviato 21 febbraio 2017 - 23:32

Non ci sarebbe nulla da aggiungere al bel video di Simone. Interessantissimo.Vorrei aggiungere alcune cose , non sulle esecuzioni dei nostri amici, ma a proposito della musica chopiniana in genere e in particolare sulla melodia. Cantare , sì va bene. Respirare, sì va bene. Ma come distinguere una buona "dizione" chopiniana. In realtà, sempre secondo me...non lo dimenticate, la musica chopiniana è governata da due elementi fondamentali:il rubato e la vena classicheggiante. Detto così. sembrerebbe porre sul tappeto due elementi contrastanti...ma non è così. Il rubato non è qualcosa che si "calcola". Per imparare a capirlo, però, si può praticare il mondo delle mazurche di questo difficile e inflazionato autore. In quel mondo non è possibile sfuggire al rubato, pena un'insignificante "dizione". Più raffinato e difficile è ricercarlo negli scherzi e nelle ballate e addirittura negli studi. Chopin vuole che questo rubato rammenti sempre all'ascoltatore la fierezza della sua Patria nella sua Musica e l'importanza del suo aspetto eroico. Anche nella seconda ballata, ad esempio,non è  naturalmente un appunto a Simone,  le figure puntate della melodia iniziale vorrebbero appoggio sulla nota debole e quasi la smussatura di quello "spigolo" che la figura contiene. Ciò si ritrova nell'enunciazione del tema del primo concerto , che dalle prime tre note ci fa capire l'eloquenza che il tema assume. Così anche nel dolce inizio del preludio della goccia d'acqua. Insomma una figura - croma puntata --semicroma, che solo nella lettura chopiniana può essere suonata così. Il fatto è che questa comprensione non basta. Tutto deve divenire naturale e privo di premeditazione. Pena un risultato artificiale. Io direi che il parlare favorisce il ritmo e il cantare la melodia. Ora è vero che cantare le melodie dentro e fuori di noi ci porta sulla giusta strada, ma , sempre secondo me, bisogna capirne l'essenza per poi assimilarlo e ridonarlo alla Musica naturalmente. Da ragazzo ascoltavo molto Rubinstein su disco e dal vivo, per cercare di capire che cosa ci fosse di tanto straordinario nelle sue esecuzioni. A volte, mi sembravano talmente ovvie e prevedibili che non riuscivo a circoscrivere questa straordinarietà rispetto ad altri interpreti che proponevano soluzioni nuove ed interessanti. L'ho sentito parlare più di una volta , ma mai a proposito delle "sue" interpretazioni. Poi, un giorno, vidi un documentario postumo sulla sua vita ed il figlio John disse una frase per me illuminante: " la straordinarietà della musica di mio padre era la semplicità" Proprio così. La semplicità "ritrovata"dopo un approfondito percorso. Semplicità che comprende tutto. Ora , quando ascolto una interpretazione chopiniana colgo , se l'interprete la possiede, questa semplicità, questa freschezza che la musica del grande Autore possiede. Grazie 


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#25 fabio73

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  • Città di residenzaMassa Carrara

Inviato 22 febbraio 2017 - 09:21

Grande Paolo. Direi che siamo sulla stessa lunghezza d'onda; quando parli ad esempio della classicità di Chopin. Non so ora di preciso che cosa volessi intendere ma io vedo molto Bach in Chopin ossia "molta struttura" per cosi dire e non lo affronto mai con il languore o l'eccesso sentimentale. Trovo che le sue opere abbiano una grande costruzione ed i rubati devono essere nella natura di chi esegue come nella natura stessa del brano. Quanto hai ragione su Rubinstein...torna la frase che Picasso recitava sempre " A dodici anni disegnavo come Raffaello ma ci ho messo tutta una vita per imparare a dipingere come un bambino" e non c'è nulla di più vero. E' un percorso e non ci si arriva subito, prima bisogna scrollarsi di dosso tutti i preconcetti ed ascoltare le note una ad una, ascoltare quel che hanno da dirci...direi, non facile.

Grazie per queste perle.



#26 marcy63

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Inviato 02 marzo 2017 - 08:23

Giovanni devi imparare a cantare prima di suonare... Tutto qui. 

Se dovessi cantare quello che hai suonato, in alcuni punti resterei senza fiato. Questo non può essere. Ricordiamoci che Chopin è il principe del cantabile, nessuno come lui ha fatto del canto un elemento così importante nel pianoforte. 

Impara a cantare la musica di Chopin ancor prima di mettere mano sul pianoforte. Non immagini quello che ne potrai tirar fuori. Le note ci stanno, alcuni punti devono essere ancora puliti a dovere ma sono piccolezze. 

Alzare il tiro!!

Concordo pienamente su quanto dice Simone, mancano i respiri e il fraseggio. Occorre una piu' attenta analisi della partitura, del resto è tutto scritto dall'autore. Poi il tocco, la dinamica, il rubato vengono di conseguenza.


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#27 pianoexpert

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Inviato 02 marzo 2017 - 18:24

Qualche parola per l'esecuzione di Giovanni. Mi piace il carattere chopiniano, hai fatto una buona lettura, però, se posso permettermi, proprio in relazione a quello che è stato detto sul cantabile, inizierei a rieseguire il brano anche un tantino più lento per fare maggiore attenzione, cantare,..... e togliere il pedale. Il brano deve essere legato senza pedale, rispettando anche i valori della sinistra. Studiando la sinistra un po' separatamente si può cercare di fare un leggero e morbido portamento del braccio quando la prima nota del basso è lontana dall'accordo. Cercare di aiutarsi col movimento anticipato della spalla. Il pezzo risulta tutto un po' forte ( ma forse anche a causa dell'appiattimento dell'incisione). Comunque, il basso, sempre sorvegliato al massimo, deve essere suonato, per esercizio, molto piano e quando unito alla destra deve essere rispetto a questa in buona percentuale molto più basso di dinamica. Così, anche suonando la destra un poco forte ( ricordo che non è mia sola convinzione che per legare bisogna suonare con una certa forza cfr. Casella- "il pianoforte")  le frasi appariranno "non forti". E' proprio quando destra e sinistra saranno entrambi marcati che si otterrà l'effetto del "forte". Sembra strano, ma è così. Proprio Rubnistein metteva in atto questo "trucco" e faceva sentire sulla spalla la gravitazione della sua mano destra: il peso era enorme. Lo ricorda anche Pollini su di un video che potrai facilmente trovare su you tube. Un suono così "ben cavato" non avrà bisogno di pedalazione per risultare legato. Il pedale deve essere messo rispettando le indicazioni dello stesso Chopin. Lui lo scriveva sempre e pochi pianisti lo rispettano...ma ha una logica. Il pedale deve essere cambiato, come indicato, rigorosamente in battere, cioè abbassandolo sulla prima nota del basso( quando segnato). Come si può osservare, il pedale viene tolto sul terzo tempo e qualche volta viene messo tra parentesi ( almeno sulla edizione della copia dell'amico copista di Chopin, Fontana) Alcune battute sono addirittura prive di pedale (31-32;63-64 ecc). Attenzione alle doppie note della destra che iniziano alla batt.113. Sarà necessaria una maggiore leggera pressione, portando il peso della mano all'esterno per avere maggiore chiarezza.Attenzione anche alla battuta 117 dove sembra, nella tua incisione,( dico sembra) che anche il basso ribatta la figura puntata...ma forse è solo una sensazione acustica.

Questo è un valzer che molte scuole fanno studiare ai principianti perché, essendo ripetitivo, si pensa di risolvere le soluzioni una volta per tutte. Secondo me non è così. Proprio nei passi ripetitivi chopiniani, il rubato non deve essere "simmetrico", simmetrie che non piacevano sicuramente a Chopin: ne possiamo avere conferma nel secondo tema della terza ballata, dove il pedale non asseconda la monotonia della figura della mano destra (motivo dell'ondina).

Bene, Giovanni, il pezzo, però, già ce lo hai. Prova a riflettere e ripercorrere questo "affettuoso" valzer, sperimenta...... e faccelo riascoltare. Bravo. Ciao


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#28 Giovanni

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Inviato 03 marzo 2017 - 18:24

Gazie Paolo per aver analizzato a fondo la mia esecuzione.Non mi resta che rimettermi a studiare il brano, avendo cura di seguire i consigli di voi tutti.



#29 pianoexpert

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Inviato 04 marzo 2017 - 08:45

Comunque, Giovanni, hai già fatto un ottimo lavoro che non va perso. Io stesso ho risuonato nella mia vita alcune composizioni riguardandole e ...scoprendo sempre qualcosa di nuovo. Senza paragoni W. Bachaus ha inciso l'integrale delle sonate di Beethoven 3 volte nella sua vita. e così anche per altri insigni pianisti. Quindi buon lavoro. Le cose che scoprirai sul legato e sul pedale, sul fraseggio ecc...in rapporto al legato ti saranno utili per la lettura del prossimo pezzo che studierai. Ciao 


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