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Esibizione al pianoforte

Come le rate della macchina

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29 replies to this topic

#1 Giovanni

Giovanni

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Inviato 07 settembre 2016 - 20:08

Ormai praticamente a scadenza mensile vi propongo ben due brani d'ascoltare (sono in ritardo con quello d'agosto) :D

Il primo Brano che vi propongo è il preludio n°20 di Chopin tratto dall'opera 28,mentre il secondo è "Il Poeta parla " opera n°15 di Schumann.

Grazie a tutti ^_^

 

 

 

 

 



#2 nancy

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Inviato 08 settembre 2016 - 08:47

mi piace davvero molto! bravissimo!

finalmente sono a casa e le ho potute ascoltare anche con cuffie decenti....davvero bravo!



#3 Giovanni

Giovanni

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Inviato 08 settembre 2016 - 11:21

Grazie Nancy sono contento che ti siano piaciuti... :rolleyes:



#4 TheSimon

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Inviato 08 settembre 2016 - 13:42

Giovanni, molto molto bello il preludio !! Ci sono cose che non mi convincono profondamente su Schumann, in ogni caso sei stato molto bravo. Sono due brani che nella loro semplicità di lettura hanno una grandissima difficoltà di interpretazione, è necessario mantenere sempre una certa tensione che risulta più facile da tenere in un concerto live, dove aiuta anche il gesto pianistico che in una registrazione non c'è. In Chopin questa tensione l'hai mantenuta fino alla fine, hai fatto veramente un lavoro eccellente ! In Schumann sento ancora la necessità di beccare le note, come se non stessi dentro la musica, cosa che hai fatto invece molto bene in Chopin pensando solo all'interpretazione senza doverti più preoccupare delle note, soffrendo insieme a lui. Bravo !


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#5 pianoexpert

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Inviato 08 settembre 2016 - 13:45

Bravissimo. Mi piacciono molto. Hai scelto tempi lentissimi, molto difficili per legare il suono e dare un senso allo sviluppo della frase. Direi che ci sei riuscito molto bene. Solo l'accordo finale del Poeta non lo staccherei anzi cambierei il pedale in modo sincopato suonandolo pianissimo. Bravo


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#6 pianoexpert

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Inviato 08 settembre 2016 - 13:50

Leggo ora Simone, che dice tuttavia cose giuste. E' evidente che partendo da un tempo meno lento è più facile trovare quella "tensione" invocata giustamente da Simone. Puoi provare a suonarlo leggermente più veloce e sentirai più facilmente il crescere della "corda tesa" dentro di te. Per conservare questa difficile continuità sonora nel lentissimo. sari costretto a suonare leggermente più forte, diciamo anche con più pressione. Anche una leggera libertà nel tempo, specie nella parte del recitativo renderà il pezzo meno "virtuale".

E' comunque un' ottima esecuzione.


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#7 Giovanni

Giovanni

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Inviato 08 settembre 2016 - 15:53

Ragazzi... cosa devo dirvi,io pensavo d'aver fatto un buon lavoro sempre considerando i miei limiti,ma quando i complimenti arrivano da veri pianisti che dicono ciò che pensano, e non solo per compiacermi, allora è tutto un'altro discorso.

Grazie di cuore e come dico sempre cercherò di fare tesoro dei vostri consigli.



#8 LucaCavaliere

LucaCavaliere

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Inviato 12 settembre 2016 - 12:39

Caro Giovanni,

ho ascoltato entrambi i brani. Personalmente in 'Parla il poeta' io preferisco un tempo più sostenuto. Comunque ammetto che un'interpretazione a valori così larghi ha un suo fascino e costituisca una sfida nel tenere nisieme il tutto.

 

in Chopin mi piace molto come ti addentri nel pp dalla batt. 9 in poi.  io però l'ultimo accordo lo suono quasi mezzoforte: quasi come uno strappo brutale che riporta alla realtà dopo quel malinconico affievolirsi.

Mi ha sorpreso una cosa però (piacevolmente): nell'edizione che ho io - Peters - c'è una forcella di 'crescendo' che va da inizio batt. 3 e arriva fino alla fine della 4.

Tu invece già a metà della batt. 4 . . .  "abbassi la fiamma" !

 

Trovo interesssante la tua scelta (mi piace molto!). Mi spiazza come ascolto, e dà un che di 'trasfigurato' nel transito alla frase successiva.


«Dal cuore, possa giungere ai cuori»  (Ludwig Van Beethoven)


#9 Giovanni

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Inviato 12 settembre 2016 - 19:13

Ciao Luca! è un  vero piacere risentirti...Dunque io ho la versione della Urtext ,e anche qui c'è la forcella del crescendo, (ritengo le due edizioni siano uguali )ho voluto per così dire "modificare " la quarta battuta anticipando il piano che troviamo subito dopo nella quinta battuta, giusto per metterci del mio(chopin  non me ne voglia :P ).

Con il senno di poi avrei cambiato l'ultima battuta ,non mi piace tantissimo.

Per il brano di Schumann, ti posso dire che di solito tendo a rallentare i brani, e non mi stupisco se poi mi dicono che ho suonato più lento del dovuto, me è così che poi li sento miei i  brani.

G



#10 LucaCavaliere

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Inviato 12 settembre 2016 - 22:40

:) . . . gran bella modifica.

 

Dai : Chopin potrebbe prenderla per una variante !


«Dal cuore, possa giungere ai cuori»  (Ludwig Van Beethoven)


#11 nancy

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Inviato 13 settembre 2016 - 14:56

Sai su questo aspetto si basa parecchio del tempo di studio una volta letto il pezzo...
L'ideale secondo me, è riuscire ad esprimere ciò che si sente senza perdere di vista il contenuto che passa all'ascoltatore...è come nella comunicazione verbale. La scelta dei termini nel linguaggio verbale e non verbale è ottima quando quello che tu pensi viene espresso in modo tale da poter essere interpretato correttamente da chi ascolta, senza ambiguità. In musica l'interprete ha in più il dovere di rispettare anche i contenuti del compositore....! Per niente facile...
Ma dico cose scontate....

#12 Giovanni

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Inviato 14 settembre 2016 - 13:44

Nency sono d'accordissimo con te,aggiungerei, il dovere di avvicinarsi allo studio di un nuovo brano con molta umiltà,sicuramante aiuta molto (come mi è stato consigliato)accompagnare con il canto il brano che ci si accinge ad imparare.

Vorrei mostrarvi un video che ho trovato manco a dirlo su youtube dove si può vedere il grande Alfred Cortot,dare indicazioni ad una giovane allieva su come andrebbe interpretato "Il Poeta parla" davvero istruttivo.

 



#13 antares86

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Inviato 14 settembre 2016 - 13:45

Ma se citi Cortot non vale!!! Ahahahah
Giunge per me il momento ("nel mezzo del cammin di nostra vita"), di liberarmi della crisalide del virtuoso e di lasciare libero volo al mio pensiero... Lo scopo di cui m'importa innanzi tutto e soprattutto, in quest'ora, è di conquistarmi un teatro per il mio pensiero, come l'ho conquistato in questi ultimi anni per la mia personalità d'artista.

#14 nancy

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Inviato 14 settembre 2016 - 14:57

....scusate l'ignoranza ma non ci ho capito nulla!!!!!!!!!!!!!!!!! :blink:  :blink:  ancora ancora l'inglese....ma oltre non vado!!



#15 antares86

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Inviato 14 settembre 2016 - 15:08

Il mio francese è decisamente arrugginito...
Giunge per me il momento ("nel mezzo del cammin di nostra vita"), di liberarmi della crisalide del virtuoso e di lasciare libero volo al mio pensiero... Lo scopo di cui m'importa innanzi tutto e soprattutto, in quest'ora, è di conquistarmi un teatro per il mio pensiero, come l'ho conquistato in questi ultimi anni per la mia personalità d'artista.

#16 Giovanni

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Inviato 14 settembre 2016 - 18:02

Questo è il massimo che posso fare :D :D

https://www.youtube....h?v=TkEDSiB1YeI



#17 nancy

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Inviato 14 settembre 2016 - 19:17

in sardo no eh!?!?!? :D  :D  :D

 aparte gli scherzi....grazie ma l'hai sottotitolato tu???

 

ora lo guardo



#18 Giovanni

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Inviato 14 settembre 2016 - 19:51

Si.. sottotitolato io stasera, sai com'è non sapevo cosa fare :P domani lo sottotitolo in sardo tanto sono a casa ah!ah! ah!



#19 pianoexpert

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Inviato 15 settembre 2016 - 23:45

Siete divertenti!!!!!!Hahahaha!!!! Naturalmente il video di Cortot è un po' Liberty......Il suo fantastico approccio alla musica romantica, oggetto di riflessione anche su alcuni suoi bellissimi libri, è modernamente , con rispetto parlando,un po'  decadente. Belle le osservazioni di Nancy sulla comunicazione non verbale, alla quale la nostra Musica appartiene. Che l'interpretazione debba muovere dalla "chiarezza comunicativa" non c'è dubbio e su ciò, credo, siamo tutti d'accordo. E' comunque difficile e, come sostiene sempre la nostra amica, ci vuole tempo di assimilazione, di studio...o semplicemente tempo. Io credo, provare per credere, che la maturazione del pezzo avvenga anche in parte col passare del tempo, anche in assenza di studio. Cambia anche la nostra maturazione e ogni esperienza musicale ci apre nuove prospettive. Aver suonato ad esempio in pubblico un programma nuovo ci rende una grande esperienza, esperienza che, messa a dormire per qualche tempo, ci restituirà, alla ripresa di studio di quei pezzi, nuovi modi di intendere. Il pezzo insomma , per dirla alla francese, ci entra "par coeur".....Chissà se sono riuscito ad essere chiaro nella comunicazione? ;)


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#20 antares86

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Inviato 16 settembre 2016 - 01:15

Direi che sei stato fin troppo chiaro! È una cosa abbastanza normale mettere i pezzi a riposo per qualche tempo... almeno per me!
Giunge per me il momento ("nel mezzo del cammin di nostra vita"), di liberarmi della crisalide del virtuoso e di lasciare libero volo al mio pensiero... Lo scopo di cui m'importa innanzi tutto e soprattutto, in quest'ora, è di conquistarmi un teatro per il mio pensiero, come l'ho conquistato in questi ultimi anni per la mia personalità d'artista.




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