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Piano Concerto - Forum pianoforte

Da "talenti" a persone normali...


thesimon
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Chi se lo ricorda Cristian Imparato ?

 

 

 

Ho volutamente messo le virgolette sulla parola Talenti... Troppo spesso, voci bianche vengono scelte e, diciamolo, anche sfruttate, per fenomeni momentanei. Il bambino contava molto bene, con tutte le limitazioni del caso (spesso non perfettamente in tono) ma aveva comunque fatto parlare di sé tanto da essere invitato anche all'estero, lo dimostra il video precedente in una trasmissione spagnola. 

Parlandone con mia madre che diceva: "hai sentito come canta bene quel ragazzino?" io le replicai "Si, vediamo tra qualche anno che fine farà dopo lo sviluppo!". 

 

Questo è un video di oggi...

 

 

Il ragazzo canta ancora abbastanza bene ma onestamente non credo più che possa chiamarsi talento. Girovagando su Youtube si trovano persone sconosciute che cantano di gran lunga meglio di lui. 

Mi rendo conto che questo è un argomento (bambini prodigio e talenti prematuri) che abbiamo trattato diverse volte, ma avendo a disposizione due termini di paragone mi sembrava più facile far emergere il succo del discorso. Negli strumenti spesso questa forma talentuosa va addirittura a rafforzarsi negli anni, per merito della maturità che nell'interpretazione gioca un ruolo fondamentale. Ma quando lo strumento siamo noi e sappiamo che questo strumento cambierà le caratteristiche di lì a qualche anno, è dura fare previsioni positive, anzi spesso, accade esattamente l'opposto... 

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In Italia in particolar modo c'è (a mio avviso) questa moda del canto come punto di svolta per la propria vita, esempio ne è il fatto che sin dalla scuola la maggioranza dei ragazzini fanno molto più caso al testo che non alla musica, questo per me è un "difetto", una sottovalutazione del potenziale che ha la parte strumentale. Se per certi versi il canto permette di esprimersi in un modo totalmente unico, nel senso che già io stesso se penso di suonare uno strumento a fiato (è un esempio specifico), ho la sensazione di metterci qualcosa "in più", proprio perché (almeno per me è così) la "resa" dipende da un qualcosa che è dentro di me oltre all'uso delle mani.

Non mi dilungo perché non è un discorso così scontato.

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