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Piano Concerto - Forum pianoforte
antares86

Piccolo "ritratto"

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Questo è diciamo un ritratto del maestro lasciatoci da una sua allieva americana Amy Fray che lo incontro durante il periodo di Weimar.

 

"Lo conobbi dal ritratto, e mi divertì e mi interessò molto osservarlo. Era in un palco e stava rendendosi grato a tre signore… Sedeva con la schiena rivolta al palcoscenico, e in apparenza senza prestare alcuna attenzione alla rappresentazione, perché chiacchierava continuamente. Eppure nulla gli sfuggiva, me ne accorgevo dalle sue espressioni e dai suoi gesti. Liszt è l'uomo più interessante e più straordinario che si possa immaginare. Alto e sottile, con occhi incavati, sopracciglia irsute, e lunghi capelli d'un grigio ferro che porta, divisi nel mezzo… Le sue mani sono molto sottili, con dita lunghe e affilate, che sembrano avere il doppio di articolazioni che le dita delle altre persone".

Ma la cosa più straordinaria di Liszt è la sua meravigliosa varietà d'espressione. Ora il suo volto appare sognante, adombrato, tragico. Subito dopo egli sarà insinuante, amabile, ironico, sardonico, ma sempre la stessa grazia affascinante di modi".

"Liszt ha l'aria di essere passato attraverso ogni sorta di cose, egli ha un volto solcato di esperienza. Porta una lunga tonaca da abate, che gli arriva ai piedi. Mi ha fatto pensare più di tutto a un mago d'altri tempi, e mi pareva che con un tocco di bacchetta magica potesse trasformarci tutti! Non si può avere idea del suo potere di persuasione".

"Egli non da lezioni a pagamento: è troppo grande per questo, ma se uno ha abbastanza talento può andar da lui e suonargli qualcosa. Verso le sei è l'ora in cui riceve i suoi scolari…".

"Qua e là fa un'osservazione, o suona un passaggio, e con poche parole dà da pensare abbastanza per tutto il resto della vita".

"Era la prima volta che lo sentivo suonare e non so che cosa sia stato più meraviglioso… Egli rappresenta tutta la scala dell'umana emozione. I suoi allievi lo adorano. V'è una tale vivezza in tutto quanto suona che non sembra che si stia ascoltando musica, ma sembra che si evochi una forma veramente viva, e che la si veda respirare dinnanzi ai nostri occhi. Mi dà un'impressione magica, sentirlo suonare, mi pare che l'aria si popoli di spiriti".

"Come possa sopportare di sentirci suonare, noi, non so davvero immaginarlo. Deve lacerare il suo orecchio terribilmente, credo, perché tutto deve risuonare senza espressione, per lui, in confronto della sua meravigliosa concezione. Il suo tocco e il suo modo particolare di usare il pedale sono due segreti…".

"Più vedo e più ascolto Liszt, più mi sento presa da stupefazione. Non posso nè dormire nè mangiare nei giorni in cui vado da lui… Non ho mai veduto nessuno di così perfettamente bello come egli appare quando siede al pianoforte, ed è ormai quasi un vecchio… Il suo magnetismo personale è immenso. Liszt sa l'influsso che esercita sulle persone, perché fissa sempre gli occhi su qualcuno di noi, quando suona, e credo che tenti di strapparci il cuore…".

"… sta ad ascoltare ogni nota, e sa esattamente che effetto desidera produrre, e come deve farlo. In realtà, è due persone in una sola, l'ascoltatore e l'esecutore. Ma quale immenso dominio di se implica questo… Forse il segreto del fascino di Liszt è questa potenza di intensa e selvaggia emozione, che si sente posseduta da lui, insieme col più perfetto dominio di essa…"

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