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Piano Concerto - Forum pianoforte
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Gianmarco

Cuffie Audio

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Ciao, sono Gianmarco.

Dopo anni di stop sto riprendendo il piano, ho un casio cdp 100 e poichè i miei vicini sono come delle arpie, devo acquistare delle cuffie per poter suonare in tutta tranquillità.

Vorrei una cuffia valida e buona, dal risultato limpido, cosa mi consigliate?

Grazie Gian

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Ciao Gianmarco e benvenuto.

 

Dunque, una cuffia valida... Diciamo che per quanto riguarda l'attrezzatura audio dipende molto da ciò che si deve fare e dal budget. Ci sono cuffie da 20 euro fino a quasi 400 euro. Visto il modello di tastiera in tuo possesso credo che potresti optare per un AKG, una Shure o una Sennheiser che ha fatto ottimi microfoni ma che non mi ha mai esaltato per quanto riguarda le cuffie. In ogni caso scarta Pioneer che fa comunque eccellenti prodotti ma che ormai si è indirizzata più per l'audio da DJ nel campo cuffie.

Per l'AKG l'alto livello è la K702 e sfiora i 350 euro, ma io ti consiglio una K121 (80 euro circa) oppure al limite se vuoi strafare una K141 (questa intorno ai 110 euro).

Io ho la K271MKII, la K702 e la K141 ma le ho provate praticamente tutte. Le shure anche vanno molto bene ma a parità di specifiche tecniche la shure la paghi un pochino di più rispetto all'AKG.

 

In definitiva il mio consiglio finale verte sulla K141, tanto da quanto ho capito devi ascoltare un suono nitido mentre ti eserciti ma non hai bisogno di una cuffia monitor che sia perfettamente flat.

Considera che comunque la K141 viene venduta come cuffia da studio recording motivo per cui la risposta in frequenza è già ottima, abbastanza piatta.

Se invece vuoi abbassare il budget bisogna andare sulle cuffie da ascolto. Sempre AKG c'è la k55 (20 euro) o la k77 (30) o la k99 (40 euro). Altrimenti in questo segmento hai la Shure SRH240 (60 euro), ma ti consiglio di optare per le cuffie da studio.

 

Se hai bisogno di altre informazioni siamo qui...

 

Un saluto,

 

Simone

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Anche se l'ultimo messaggio è di un po' di tempo fa, io posto lo stesso, visto che non si sa mai qualcuno legga.

Io ascolto molta musica al pc e ci compongo anche, quindi tecnicamente dovrebbero servirmi delle cuffie di fascia alta e molto molto limpide, neutre e naturali.

Per un po' ho usato delle AKG K630, ma erano di mio fratello e quindi le ho dovute lasciare, anche se le trovavo splendide.

Poi ho preso delle Samson RH300, ma le trovo decenti e nulla più.

Ora uso, su consiglio di un conosciente, degli auricolari Philips SHE, che a mio avviso sono la soluzione ideale se non si vuole spendere molto. In particolare uso i 9500, che hanno dei bassi sorprendenti per quel prezzo. Non molto presenti a dire il vero, ma sicuramente ben bilanciati e "veloci", se mi passate il termine. Insomma, non riempiono l'aere rimbombando ovunque (cosa che in molti cercano, ho notato, come se dei bassi grossi e impastati fossero sinonimo di buona qualità, mah...), ma sono molto rotondi e definiti, il che è sicuramente un bene per chi compone e suona in cuffia. Non necessariamente per chi ascolta e vuole dei bassi molto presenti, ma lì dipende dai gusti e da cosa si ascolta in particolare.

Ovviamente non parliamo di chissà cosa, siamo sui 20 euro, o giù di lì. Non vorrei che qualcuno leggendo questo messaggio scambi i SHE per auricolari miracolosi. Ma se si vuole spendere poco vanno benone.

Purtroppo però la produzione è un po' altalenante, quindi può capitare il paio che suona benissimo e quello che suona un po' meno bene.

Anche le Samson comunque non sono certo il diavolo in persona, e a volte le uso volentieri. Anche le RH300 infatti non sono piene di basse, ma le hanno piuttosto definite, anche se non chissà quanto. Però magari sono più comode per via del cavo lunghissimo e dell'adattatore.

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Mmmmmm... Auricolari ?? Sconsiglio...

Per chiarire però c'è da spiegare qualche cosa...

Dunque, nelle registrazioni ed in generale in tutte le produzioni da studio, si cercano dei diffusori che siano il più possibile flat. Flat (dall'inglese "piatto") sta a significare un risposta in frequenza, piatta per l'appunto, ovvero esente di quelle frequenze che vengono amplificate o attenuate. Il flat perfetto purtroppo non esiste, tutti i diffusori che siano casse monitor, auricolari o cuffie hanno sempre alcune zone nel range di frequenza che determina l'attenuazione delle stesse o la loro amplificazione. Ma chiaramente si cerca quel diffusore che sia il più possibile vicino alla ipotetica curva piatta. Perché è importante questa ricerca, perché utilizzare un diffusore flat ? Semplicemente perché per la chiarezza del suono andiamo a cercare quel diffusore che sia il più possibile vero nella registrazione che andiamo a riprodurre. Attenuazione e amplificazione di alcune frequenze, infatti, sfalsano questa realtà sonora (concedetemi questo termine). Questo disallineamento di volume di ascolto in rapporto alla frequenza è influenzato da diversi fattori. Il primo dipende dalla dimensione del corpo che trasmette le frequenze. Anche se apparentemente su un auricolare si sentono dei bassi di tutto rispetto, fisicamente è molto difficile far sì che un piccolissimo altoparlante, della grandezza di meno di un centimetro possa riprodurre dei bassi fedeli. Sarebbe come se nel pianoforte, volessimo produrre un suono molto grave utilizzando una corda molto corta. Dovremmo aumentare di molto il suo spessore e perderemmo molte qualità timbriche. La realizzazione dei bassi in questi dispositivi quindi, specialmente per auricolari di prezzo basso, è una ricostruzione di frequenze basse che vengono esasperate affinché abbiano un volume all'altezza delle altre frequenze. Ovvio che però parlando di realtà sonora non sono affidabili. Le cuffie offrono già, in relazione ai decibel che devono sviluppare, un suono più fedele all'originale. Per ultimo abbiamo le casse monitor che sono dotate di diversi diffusori pensati per lavorare le diverse frequenze, dotati di cross-over (filtri che incanalano le diverse frequenze nei diversi diffusori che meglio degli altri rendono giustizia alle frequenze da emettere). A questo punto entra in campo il discorso prezzo... Negli auricolari, il costo alto identifica quelli che per costruzione, riescono meglio ad essere fedeli alle frequenze, stessa cosa vale per le cuffie, mentre per i monitor oltre ad un discorso di fedeltà dei diffusori alle frequenze abbiamo un discorso di qualità dei cross-over. Tanto meglio sono i cross-over quanto meglio la loro spalla di taglio frequenza sia avvicina ad una linea verticale. In sostanza in studio non mi è capitato mai di veder utilizzare degli auricolari. Spesso si usano cuffie, sempre i monitor, ed alcune volte si utilizzano delle casse di bassa qualità proprio perché il riscontro va fatto anche per gli utenti medi (il pubblico) che nella stragrande maggioranza dei casi ascolta la musica su casse dal costo molto basso. L'obbiettivo per lo studio è quindi far in modo che la traccia musicale suoni comunque bene su ogni sistema di diffusione, questo è possibile utilizzando dei riscontri in studio di livello professionale, non è vero al contrario. Per essere diretto, è possibile far sentire bene un brano partendo da un ottimo sistema e destinandolo ad ottimi sistemi e pessimi sistemi, ma non è possibile fare il mastering di un brano utilizzando pessimi sistemi e farlo sentire bene sui buoni.

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Certamente, non metto in dubbio una virgola del tuo discorso con il quale concordo in pieno, avendone appurato di persona la veridicità in più di un'occasione. In particolare mi riferisco al discorso dell'eq flat e sull'ultima parte del discorso.

Tuttavia il buon Gianmarco non ha menzionato la necessità di altissima qualità, né tantomeno il bisogno di registrare in studio ad alti livelli. Qualora si volesse una produzione eccellente è chiaro che anche i mezzi devono essere eccellenti. O meglio, perfettamente efficienti. Tuttavia se non si vuole spendere molto e non si hanno grandi esigenze ho trovato che i Philips testé citati si comportano piuttosto bene, chiaramente solo se paragonati a ciò che il mercato offre allo stesso prezzo.

Poi ci sono auricolari e auricolari. Già con degli AKG Q350 siamo su un altro pianeta, ma parliamo sempre di uso casalingo senza troppe pretese. Non che sia un male, avere cuffie ottime quando il resto dell'impianto arranca, può essere solo dannoso a mio avviso, esattamente come usare delle cuffie che costano più del piano stesso.

Sfido però a trovare lacune nella resa sonora di un paio di Sony mdr7550 o i mdr-ex800st, sempre della sony, a mio avviso sorprendenti per bilanciamento. Probabilmente non ho mai messo le mani su nulla di meglio, parlando di cuffie. Però anche il prezzo schizza in alto

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Ma assolutamente sì, è chiaro che tutto dipende dal fine. In ogni caso io, a parità di prezzo preferisco consigliare delle cuffie stereo piuttosto che gli auricolari, anche per un discorso di salute dell'orecchio oltre che di qualità sonora. Le cuffie non hanno la stessa incidenza sull'udito confrontate con gli auricolari. Ricordiamoci che più un emettitore si avvicina al timpano più diventa pericoloso per l'udito.

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